🎬 AMADEUS 🎹

Decidiamo oggi di dedicare un articolo a un’opera imponente e ipnotica, in grado di celebrare al tempo stesso la miseria e la grandezza di un uomo, Wolfgang Amadeus Mozart, nonché la secolare risonanza della sua arte nel mondo: AMADEUS.

Vincitore di 8 premi Oscar, tra cui ‘miglior film’ e ‘migliore regia’, AMADEUS è uno dei capolavori intramontabili della storia del cinema. Realizzato  nel 1984, diretto da Milos Forman che vede come protagonisti Tom Hulce e F. Murray Abraham, è tratto dall’omonima piece teatrale di Peter Shaffer liberamente ispirata alla vita del compositore, un “vanaglorioso, libidinoso, sconcio, infantile ragazzo”, ammorbidendo i caratteri negativi del personaggio di Salieri.

“Nella Vienna del 1781, il compositore di corte Antonio Salieri è furioso di invidia. Dopo aver scoperto che il talento musicale divino che tanto avrebbe desiderato avere è stato invece donato al lascivo e sfrontato Mozart, che Salieri trama di distruggere con qualsiasi mezzo”.

L’analisi storica del film è maggiormente approfondita rispetto all’opera teatrale e compare una straordinaria innovazione: la vicenda è narrata da Salieri stesso quando, vecchio e rinchiuso in un manicomio, si confessa ad un giovane prete più per deriderlo che per redimere i propri peccati. E’ evidente che il regista non si preoccupa di rispettare la realtà storica, preferendo raccontare la storia di un uomo prigioniero del suo passato e costantemente in conflitto con la vita terrena e con Dio.

Il film, girato tra Praga e Vienna, vanta una minuziosa ricostruzione dell’atmosfera della Vienna di fine ‘700, dettata da una ricerca estetica e da una bellezza formale di grande raffinatezza. Particolarmente curato risulta l’uso delle luci: luce naturale ed uso di candele per meglio rendere l’atmosfera dell’epoca.

La pellicola infatti non è un vero e proprio film biografico, ma una rappresentazione senza tempo di un grande dilemma che tormenta l’essere umano: l’eterno conflitto interiore ed esteriore. Il film si snoda infatti tra l’implacabile ammirazione e fatale invidia di Salieri per quel “fanciullo osceno”, e i costanti dissapori per cui i due protagonisti continuano inevitabilmente a scontrarsi durante tutto il film, a colpi di strumenti musicali, troppe note e sferzate di bacchette.

Sicuramente il film che racconta la vita di un musicista che cinematograficamente ha avuto il più grande successo di pubblico rispetto agli altri che sono stati realizzati, trasposizioni cinematografiche ispirate alle vite dei grandi della musica. Ma forse il successo di questo film risiede nel successo strepitoso con cui tutti noi accogliamo da sempre la musica del grande compositore austriaco.

Ogni scena del film è accompagnata da una scelta di capolavori mozartiani, che includono intere scene tratte da opere (Il ratto del serraglio, Le nozze di Figaro, Don Giovanni, Il flauto magico) fino al Requiem, che fanno da contrappunto ai diversi momenti della vita del compositore che il film mette in scena.

Amadeus è un cult senza tempo in cui regia, sceneggiatura, scenografia, cast, migliori costumi, trucchi e acconciature la fanno da padroni, ma in cui il sonoro vince a mani basse: è il repertorio mozartiano che fa di questo film una vera e propria opera monumentale.

“La musica del sublime perdono riempiva il teatro, conferendo a tutti i presenti una totale assoluzione. Tramite quel piccolo uomo, Dio riusciva a far giungere a tutti la propria voce. Irrefrenabilmente! Rendendo più amara la mia sconfitta ad ogni nota”.

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