Un dottorato alienante – Episodio 3

Seppur con attitudini e pensieri differenti, i sei studenti si sentirono parte di un gruppo, tutti protagonisti della lotteria indetta dal professor Santini. Si trovarono accomunati da una sensazione di sgomento, come se una tempesta avesse eroso ogni elemento della realtà, calandoli in un contesto che di reale aveva ben poco.

Si misero in cerchio ed iniziarono a scoprire le carte in tavola, cercando di capire chi fosse più incline ad inabissarsi nella Scalinata Nera, per temperamento o per pazzia.

Molti dubbi e timori iniziarono ad aggrovigliarsi nelle menti dei giovani: si trattava forse di una discesa nell’Inferno, come quella di Virgilio e Dante? Cosa diamine sono le “Cose” ricercate da Santini?  E, nella peggiore delle ipotesi, da cosa sarebbe causata la morte degli avventurieri?

«Varrà davvero la pena sacrificarsi per una causa di cui non sappiamo nulla?»– chiese Francesco, titubante sin dal primo istante in cui Santini parlò.

Al solo pensiero, anche altri tre studenti decisero di tirarsene fuori, ancorati ai loro obiettivi di vita per esporsi in tal modo. Dei sei rimasero solo Elena e Giacomo a contendersi il posto al fianco del futuro premio Nobel di Astronomia.

Decisero di giocarsela con ingenuità e incoscienza, come si fa tra bambini: tirarono a sorte e si affidarono al caso, non essendo in grado di decidere se mettere o meno nelle mani della Morte lo sfidante. Dadi che rotolano, sguardi intrepidi: la scelta ricade su Elena.

La ragazza vide in quel momento una vittoria asfissiante: una rivalsa nei confronti di chi non aveva mai creduto abbastanza nelle sue capacità, da un lato; un senso di angoscia profonda rispetto alle conseguenze che presumeva, dall’altro.

Passarono i due giorni stabiliti, che altro non furono che notti insonni per la prescelta.

Si presentò come concordato davanti Voglia di Pizza e attese il professor Santini, come al suo solito in ritardo. Vedendola da lontano, Santini sghignazzò per la coincidenza con le sue aspettative: aveva già inquadrato la ragazza, timida ad una prima occhiata, ma con un coraggio e un’ambizione da vendere. Gli piaceva stuzzicarla e metterla in difficoltà, per vedere le reazioni che ne sarebbero seguite. Credeva ci fosse del potenziale in lei.

Dopo i primi attimi di silenzio tra i due, Elena era sul punto di prendere la parola, ma Santini la fulminò con lo sguardo: la studentessa aveva percepito da subito un’aura negativa in lui, come se avesse di fianco un elettrone che le si polarizzava contro, in atteggiamento di sfida.

Iniziò poi a porgli delle domande nell’intento di delineare mentalmente il folle viaggio a cui aveva deciso di prendere parte. Prima di tutto, volle sapere dove si trovasse la tanto citata Scalinata Nera e come il professore avesse scoperto quel luogo. Santini tentennò. Ammise poi di non essere in grado di spiegarglielo a parole. «Non può essere compreso razionalmente», proseguì, «proprio come un dogma: o ci si crede ciecamente o si pensa sia un’idiozia, inutile fare domande a riguardo.»

Elena, scossa, capì che si sarebbe dovuta semplicemente affidare a lui e ai suoi studi.

Si diressero dunque in aeroporto.

 

scritto da Bufalo Pensoso

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