Un dottorato alienante – Episodio 4

Elena aveva capito che al professor Santini restava poco tempo, comprendeva la fretta, ma non si spiegava come mai sarebbero dovuti partire senza un minimo di preavviso. Non sapeva che ad attenderla ci sarebbe stato un interminabile viaggio. Fortunatamente aveva con sé i suoi inseparabili libri ed atlanti, che pensava le sarebbero stati utili all’incontro con Santini.

Il professore non volle anticipare nessun indizio sulla destinazione, era preoccupato che qualcuno potesse intercettare le loro intenzioni ancor prima dell’arrivo, compromettendo quindi la loro missione. Passò in silenzio tutto il tempo del lungo viaggio in macchina verso l’aeroporto di Fiumicino.

Migliaia di pensieri si affollarono nella mente di Elena. Iniziava ad essere preoccupata per la sua incolumità, ma la serietà di Santini la fece riflettere. Un uomo con così poco tempo a disposizione potrebbe tacere e passare gli ultimi mesi che gli restano in compagnia dei suoi affetti. Ma armato di determinazione e coraggio, coinvolse una studentessa per un viaggio alla ricerca della verità, proprio con lo spirito di Copernico, che si mise contro tutti per portare alla luce una scoperta che modificò l’intera percezione che l’umanità avesse dell’universo. Fu questo atteggiamento fiero e sicuro di Santini che convinse Elena a partecipare a questa incredibile avventura, assumendosi tutti i rischi. La posta in gioco era alta ma la ricompensa sarebbe stata di inestimabile valore per l’intera umanità.

Santini si era preoccupato di liberarsi di cellulari, smartwatch e qualsiasi dispositivo che potesse permettere ai servizi segreti di rintracciarli. Chiese di fare la stessa cosa ad Elena, e si incamminarono freneticamente verso i controlli di sicurezza. Il vecchio bagaglio di Santini e lo zaino pieno di libri di Elena passarono con successo i controlli al metal detector, permettendo loro di procedere verso il gate. Solo a quel punto il professore consegnò ad Elena il suo biglietto, diretto a Singapore. «Non è questa la destinazione finale Elena, man mano ti comunicherò dove siamo diretti», le disse sbrigativo Santini.

 

Elena non si era mai allontanata così tanto da casa. Seduta sulle scomode sedie del gate 24 ricordava con nostalgia i brevi viaggi con la sua famiglia. In quel contesto erano molto affiatati, giocavano a fare i piccoli esploratori, curiosi di scoprire posti inediti delle capitali europee sempre lontani dai cliché. Sceglievano mete scontate solo perché facili da raggiungere, infatti le loro gite a Parigi, Madrid, Londra e altre meravigliose città dovevano incastrarsi tra gli impegni del padre. Solo in quel momento, inghiottita dai suoi ricordi, realizzò quanto le mancavano quei momenti di spensieratezza con loro, prima degli attriti dovuti alla sua scelta universitaria.

Le ore volarono, Santini ed Elena dormirono quasi tutto il viaggio dopo la nottata frenetica alle loro spalle, e atterrarono a Singapore. Come anticipato dal professore però era solo una tappa intermedia, infatti il prossimo volo sarebbe stato verso il secondo scalo a Brisbane, dove Elena fece velocemente in tempo ad acquistare all’aeroporto qualche cambio estivo per i giorni a seguire con i rimanenti risparmi che aveva sulla sua carta di credito, per poi finalmente arrivare a Port Moresby in Papua Nuova Guinea.

Una sensazione profonda di squilibrio la pervadeva, completamente scombussolata dal jet lag. Percepiva l’incontro con Santini davanti Voglia di Pizza come se fosse accaduto mesi prima, ma erano passati tre giorni. Il lungo viaggio permise ad Elena e Santini di entrare più in confidenza, senza mai sfociare nel personale, la vita del professore restava quindi per Elena un mistero.

Ad aspettarli all’aeroporto c’era Keme, discendente della remota tribù indigena Huli. Un ragazzo dall’aria rassicurante sulla venticinquina, alto e fisicamente prestante. I suoi genitori si erano discostati dalle antiche tradizioni della loro famiglia, cercando di dare a Keme un’istruzione sull’esempio dei pochi turisti ed esploratori che iniziavano timidamente a raggiungere anche quella che fino a poco prima era una delle regioni più remote della terra.

Elena non sapeva che Santini conosceva bene Keme, sin dalla tenera infanzia, ed è grazie al burbero ma generoso professore che ebbe la possibilità di studiare presso le migliori scuole e università australiane.

Keme si presentò ad Elena con un ampio sorriso e dedicò un abbraccio affettuoso a Santini, che sembrava quasi imbarazzato ma profondamente felice di rivedere il suo protetto.

Grazie alle conoscenze della sua famiglia, Keme poté accompagnare Santini ed Elena all’isola di Bougainville, lacerata dalla guerra civile. Era impossibile e pericoloso accedervi se non scortati da una persona del posto. Si avviarono verso una barca di fortuna, e da lì cominciò l’ultima parte del loro viaggio verso la destinazione finale: il monte Bagana, un vulcano alto 1750 mt che celava un incredibile segreto.

Santini, Elena e il nuovo fidato e misterioso compagno di viaggio Keme iniziarono la loro navigazione tra le acque meravigliose del mar Solomon, dimora di una vasta e rigogliosa barriera corallina. Erano solo all’inizio di una incredibile ma pericolosa avventura, dove le competenze tecniche e le conoscenze di ognuno di loro sarebbero state essenziali per la buona riuscita del particolareggiato piano orchestrato in ogni piccolo particolare dal geniale professor Santini.

Elena e Keme non potevano in alcun modo immaginare di essere loro due a dover scendere la Scalinata Nera nelle viscere del cratere del vulcano Bagana, in quanto il prof. Santini non aveva le abilità necessarie e probabilmente nemmeno sufficiente tempo per farlo.

 

scritto da Delfino Azzurro

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